Credito di imposta Industria 4.0: come funziona?

Anche nel biennio 2021 e 2022 confermati i crediti d’imposta per le imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha confermato anche per il biennio 2021 e 2022 i crediti di Imposta 4.0, ossia gli incentivi dedicati alle aziende che scelgono di investire in tecnologie, strumentazione, sostenibilità, ricerca & sviluppo e formazione. Il nuovo piano nazionale dal nome “Transizione 4.0” si pone due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto dal 16 novembre 2020 fino a giugno 2023.

In cosa consistono gli incentivi?

Per quanto riguarda le imprese, gli incentivi previsti nel piano Transizione 4.0 consistono in crediti d’imposta diversi per importi e durata, per investimenti in:

Beni materiali e immateriali non 4.0

Beni materiali e immateriali 4.0

Lavoro agile

Ricerca e sviluppo

Innovazione tecnologica

Innovazione green e digitale

Design e ideazione estetica

Formazione 4.0

Chi può usufruire dei crediti d’imposta?

Tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori (risulta pertanto fondamentale essere in regola con il DURC al momento della compensazione del credito d’imposta).

Credito d’imposta per beni materiali e immateriali (beni strumentali)

È pensato per supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Le strutture produttive devono essere site nel territorio dello Stato e i beni devono essere stati acquistati nel periodo compreso tra il 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2021 (entro il 30 giugno 2022 a condizione che entro il 2021 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto pari almeno al 20% del costo totale).

In generale per il periodo 16/11/2020 – 31/12/2021 l’agevolazione prevede regole di maggiore favore. Per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2022 le misure del credito d’imposta saranno inferiori (ritorneranno i limiti in vigore per l’anno 2020).

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Credito d'imposta e agevolazioni per le aziende: la spiegazione degli esperti

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Dettagli e modalità di utilizzo dell'agevolazione

Per gli investimenti 2021 in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati Industria 4.0 (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 - ex Iper ammortamento) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo oltre i 10 milioni e fino a 20 milioni.

Per i beni industria 4.0 il credito d’imposta del 50% (eventualmente incrementato del 30% e 10% per investimenti superiori a 2,5 milioni) è utilizzabile dal momento dell’interconnessione in tre quote annuali: 1/3 nel 2021; 1/3 nel 2022 ed 1/3 nel 2023.
Il codice tributo da inserire nel modello F24 è 6936 anno 2021 (oppure anno 2022 se l’investimento viene effettuato nel termine lungo del 30/06/2022).

Per gli investimenti 2021 in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall'articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 - ex Iper ammortamento) è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Per i beni immateriali industria 4.0 il credito d’imposta del 20% (per investimenti fino ad 1 milione) è utilizzabile dal momento dell’interconnessione in tre quote annuali: 1/3 nel 2021; 1/3 nel 2022 ed 1/3 nel 2023.
Il codice tributo da inserire nel modello F24 è 6937 anno 2021 (oppure anno 2022 se l’investimento viene effettuato nel termine lungo del 30/06/2022).

Per investimenti 2021 in altri beni strumentali materiali ed immateriali c.d. “generici” (ex Super Ammortamento), ovvero diversi da quelli ricompresi nell'allegato A, è riconosciuto un credito d'imposta nella misura del:

  • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali
  • 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari ad 1 milione di euro per i beni immateriali.

Per i beni materiali ed immateriali “generici” il credito d’imposta del 10% è utilizzabile dall’anno di entrata in funzione:

  • in un’unica quota se i ricavi 2020 dell’impresa sono minori di 5 milioni;
  • in tre quote annuali: 1/3 nel 2021; 1/3 nel 2022 ed 1/3 nel 2023, se i ricavi 2020 dell’impresa sono superiori a 5 milioni.
Il codice tributo da inserire nel modello F24 è 6935 anno 2021 (oppure anno 2022 se l’investimento viene effettuato nel termine lungo del 30/06/2022).

Dicitura in fattura

Nella fattura di acquisto dei beni deve essere riportato il riferimento normativo dell’agevolazione.

Per i beni materiali Industria 4.0:
Bene agevolabile ai sensi dell'articolo 1, commi da 1056 a 1058, della Legge 178/2020”.

Per i beni immateriali Industria 4.0:
Bene agevolabile ai sensi dell'articolo 1 comma 1058 della Legge 178/2020”.

Per i beni generici:
Bene agevolabile ai sensi dell'articolo 1 comma 1054 della Legge 178/2020”.

Perizia asseverata

Per i beni “4.0” di costo unitario superiore a 300.000,00 euro, acquistati tra il16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2021 (oppure entro il 30 giugno 2022 con 20% di acconto), è richiesta una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritto nel rispettivo albo professionale, oppure un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato che certifichi l’appartenenza dei beni agli elenchi Industria 4.0 e l’avvenuta interconnessione.

Per gli investimenti di importo fino a 300mila euro, in luogo della perizia può essere conservata una dichiarazione resa dal legale rappresentante della società.

Le soluzioni 4.0 di Hoffmann Group

Sono diverse ormai le soluzioni che Hoffmann Group offre ai propri clienti e che possono rientrare nel piano di Transizione 4.0.

Connected Manufacturing

Grazie a “Connected Manufacturing” potete risparmiare tempo e denaro nonché aumentare notevolmente la vostra produttività per ciascuna fase di lavoro: dalla fase di preparazione alla programmazione CAM, dalla preparazione degli utensili alla produzione vera e propria. In questo modo i vostri dipendenti possono concentrarsi sull’essenziale e rivolgere la propria attenzione al processo di creazione di valore.

Distributori automatici di utensili

Grazie ai sistemi di distribuzione GARANT Tool24 per prodotti e utensili sarà possibile ottimizzare i processi di approvvigionamento e la fornitura di utensili e materiali di consumo in maniera duratura. Essi consentono infatti di implementare una strategia di approvvigionamento globale mediante il ricorso a un unico database, riducendo così in maniera considerevole le relative spese e le rimanenze di magazzino e incrementando al contempo la sicurezza di approvvigionamento per i componenti di classe C.

Robotics & Automation

I robot sono divenuti già da molti anni una componente naturale del nostro ambiente produttivo. Perlopiù sono impiegati nella produzione in grandi serie, in cui i pesi elevati, i rischi per la salute e le numerose operazioni ripetitive giustificano investimenti ingenti. Grazie all’accelerazione creata dal fenomeno della digitalizzazione, l’automazione è ora presente anche in settori industriali molto più ristretti, ed è pertanto utilizzabile in modo flessibile anche dalle piccole e medie imprese!

FAQ - domande frequenti su credito d'imposta per industria 4.0

  • Gli strumenti di misura manuali (esempio: calibri a corsoio digitali, micrometri digitali, ...) con trasmissione dati rientrano tra i beni strumentali industria 4.0, tra i beni generici o in nessuno dei due casi?

    Gli strumenti di misura sono beni ordinari che fanno maturare il credito d’imposta del 10%.

  • Il noleggio del software Connected Manufacturing beneficia delle agevolazioni previste per la categoria Software su bene industria 4.0, oppure queste riguardano solamente l'investimento e non il noleggio?

    Il noleggio prevede la maturazione del credito d’imposta in capo al noleggiante e non all’utilizzatore. Per essere un software industria 4.0 deve rientrare nella tabella B.

  • Quali sono i limiti temporali per presentare la domanda e a che cosa deve far fede il cliente, se la data dell'ordinativo o la data di fatturazione?

    Non ci sono domande da presentare. Per maturare il credito d’imposta è sufficiente l’investimento + l’entrata in funzione + interconnessione (per i beni 4.0). l’utilizzo in compensazione può avvenire appena i tre momenti sono rispettati (non rileva l’ordine o la data della fattura di acquisto).

  • Quale/li sono le condicio sine qua non del cliente per poter presentare domanda? O non ci sono restrizioni?

    Non ci sono domande da presentare. Le restrizioni riguardano i beni esclusi (auto, immobili) e la presenza di DURC irregolare o di sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro.

  • Vorrei maggiori informazioni su questo punto: "La Legge Finanziaria dell’anno 2021 ha reso più appetibile l’investimento in beni strumentali nuovi, sia appartenenti alla categoria “Industria 4.0” sia strumentali “generici”.

    L’investimento in arredo industriale permette di maturare il credito per investimenti ordinari (10% o 15% per dotazioni per smart working).

  • Anche gli investimenti in software rientrano nel piano di agevolazione?

    Sì, oltre ai software 4.0 di cui alla tabella B, anche gli altri software presenti in azienda possono beneficiare del credito d’imposta del 10%. Si tratta di software per amministrazione, contabilità, controllo e finanza, gestione della relazione con il consumatore finale e/o con il fornitore, gestione dell’offerta, della fatturazione, gestione documentale, project management, analisi dei processi organizzativi o di business, ERP.

  • È stato definito nelle agevolazioni un elenco di categorie, inteso in termini di codici ATECO?

    Non si utilizzano i codici ATECO. Ogni soggetto matura il credito d’imposta per l’investimento in beni strumentali. Poi a seconda del tipo di investimento (beni ordinari, materiali 4.0, o immateriali 4.0) la misura del credito è diversa.

  • Quale documentazione bisogna possedere per accedere agli incentivi 4.0 ?

    Sono tre fascicoli:
    1) documentazione relativa all’acquisizione del bene: contratto, fattura con dicitura, collaudo, ecc;
    2) comunicazione facoltativa al MISE;
    3) per i beni 4.0 attestazioni (autocertificazione, perizia semplice, certificazione)

  • È possibile sfruttare le agevolazioni/bonus formazione 4.0 per i training a pagamento che offriamo su Tool24, Connected Manufacturing, ecc.?

    Sì.

  • Quali agevolazioni sono cumulabili e quali no? Qual è il beneficio complessivo per chi acquista?

    Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni; il limite massimo di agevolazioni non può superare il valore dell’investimento.

  • Oltre all'acquisto della macchina (es. Tool24), possono rientrare nelle agevolazioni anche i servizi accessori (installazione, integrazione, ecc.)?

    La prima installazione, fino al collaudo, va inserita nel valore dell’investimento. La manutenzione periodica, invece, è esclusa.

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